Nella nostra attualità stiamo vivendo una situazione particolare, dal 2025 mentre i prezzi degli immobili continuano a salire, le compravendite sono in calo. Questo fenomeno, simile al periodo pre-crisi del 2008, sembra essere influenzato da:
- Tassi di interesse: i forti rialzi da luglio 2022 fino a settembre 2023 hanno limitato l’accesso al credito, in seguito i tagli della BCE (Banca Centrale Europea) sono scesi fino a giugno 2025 rendendo i mutui più accessibili, riattivando parzialmente la domanda.
- Offerta di immobili: la quantità di immobili in vendita è costantemente in diminuzione, ciò crea una scarsità di immobili che sostiene i prezzi. Tuttavia, questo calo è in parte un dato “non realistico” perché molte proprietà vengono ritirate dal mercato dopo essere rimaste invendute, con proprietari che non accettano ribassi.
- Accessibilità per reddito all’acquisto per una famiglia media è migliorato rispetto al 2023 grazie alla discesa dei tassi, ma rimane più difficile rispetto al 2021.
In sintesi, il mercato si trova in una fase incerta e potenzialmente critica. La riduzione dei tassi è un fattore positivo, ma è controbilanciata da prezzi elevati, un’offerta “bloccata” e un’accessibilità comunque ridotta, con prospettive che dipenderanno molto dalla zona specifica.
Nel caso in cui la BCE continuasse a ridurre i tassi, i prezzi degli immobili potrebbero leggermente diminuire e le compravendite crescere quel poco per stabilizzarsi. I potenziali acquirenti potrebbero accedere a mutui più accessibili e chi vende troverebbe più facilmente l’acquirente. Diversamente, naturalmente non auspicabile, potremmo assistere ad una fase di “stagnazione” del settore immobiliare.